Argomenti trattati nella pagina:
Mastoplastica AdditivaForma ed aspetto del seno
Mastoplastica AdditivaSeno ideale
Mastoplastica AdditivaLe protesi mammarie
Mastoplastica AdditivaLa Forma


Il seno ideale


Forma e aspetto del seno

La mammella è una ghiandola di origine epiteliale: per la donna ha un indiscutibile valenza estetica, cui si aggiunge anche il valore “erotico”. L’aumento del seno è  infatti da considerarsi molto di più di un intervento chirurgico, regalando alle donne quella femminilità in più che la natura ha loro negato.

L’impianto della mammella si estende dalla II-III costa fino alla VI-VII; la forma e la posizione della mammella dipende dalle caratteristiche della ghiandola, dallo spessore e dall’elasticità della pelle e dall’efficienza del loro sistema di sospensione, rappresentato dai legamenti di Cooper, il cui deterioramento rende il seno svuotato e ptosico, segni tipici post gravidanza, allattamento e sbalzi ponderali.

Mastoplastica Additiva: anatomia del seno

Ghiandola mammaria

La ghiandola mammaria è costituita da una serie di lobi disposti a grappolo e da una componente adiposa più o meno rappresentata a seconda dell’età della donna (esempio dopo la menopausa, per riduzione degli ormoni estrogeni, la parte ghiandolare tende ad atrofizzarsi, aumentando la componente adiposa.

Complesso areola capezzolo (CAC)

L’aspetto della mammella dipende anche dalla conformazione del CAC, fondamentale da un punto di vista estetico, nella progettazione di un intervento chirurgico al seno.

Apparato muscolare retro mammario

C’è la pelle, la ghiandola mammaria, dietro la ghiandola ci sono i muscoli della regione mammaria e dietro di questi le costole: il muscolo principale della regione è il gran pettorale, cui segue il piccolo pettorale, completamente ricoperto dal precedente. Esistono ancora l’obliquo esterno e il muscolo dentato anteriore. I muscoli della regione, specie il gran pettorale, è interessato in caso di alloggiamento della protesi retro muscolare, in corso di mastoplastica additiva.

 

Il seno ideale

 

Il concetto di bellezza di un seno è un elemento difficile da definire in quanto esso è estremamente soggettivo ,diverso nelle varie epoche della vita secondo l’età, i paesi e le razze. Un bel seno può avere una forma conica, discoide, emisferica, ma la sua bellezza è in diretto rapporto anche con il volume. Seni rifatti troppo voluminosi sono anche spesso troppo sproporzionati. Il seno ideale, corrispondente ad un criterio estetico generale di bellezza, è quello per lo più giovanile, composto da una mammella compatta , proiettata in avanti e il meno possibile verso il basso, con il capezzolo al centro e rivolto leggermente in alto, con il solco sottomammario poco pronunciato. Tali descrizioni sono soggette inevitabilmente a modificarsi con il tempo, l’età, le gravidanze e gli aumenti di peso; ecco che allora il seno può diventare ptosico, pendulo, flaccido.

 

Le protesi mammarie


Protagonista indiscutibile nell’intervento di mastoplastica additiva è la protesi mammaria. Le differenze strutturali che caratterizzano ciascun  impianto protesico comprendono: la forma (rotonda/anatomica), il volume, le proprietà del  riempitivo (densità, viscosità, biocompatibilità), la morfologia della superficie (liscia/testurizzata). Attualmente sono in commercio protesi contenenti gel di silicone oppure soluzione fisiologica: preferisco le protesi in gel di silicone, in quanto hanno un risultato più naturale, specie alla palpazione, esse infatti hanno la consistenza molto simile alla ghiandola mammaria, mentre le protesi con soluzione fisiologica spesso determinano uno “sciacquio” palpabile e spesso persino udibile

La Forma


Si dividono principalmente in due gruppi: le tradizionali oppure tonde, convesse nella parte anteriore, ma contenenti di solito un gel morbido che ha la tendenza a spostarsi verso il basso in posizione eretta e le anatomiche, dette anche a goccia, dalla forma simile a quella della mammella (con il polo inferiore più proiettato e contenenti di solito un gel più coesivo. Le protesi anatomiche, già proposte negli anni 80 e poi abbandonate, vivono oggi una seconda giovinezza perché sono disponibili in molteplici modelli, caratterizzati da diversa proiezione e da vario rapporto tra diametro maggiore e minore.
Le maggiori aziende produttrici di protesi sono americane (Mentor e Allergan)

 

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Ultimo aggiornamento ( 10 Agosto 2010 19:58 )

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